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Lez Rock L.A.C.K.S by @fabioaxlsilv : Jeremy

Cari rockers, bentornati nel salotto di L.A.C.K.S. Fatevi pure un giro al nostro frigo bar e rilassate le vostre membra che nel frattempo io vado a metter su un vinile che vi farà sobbalzare il cuore. Mi è stato spedito direttamente da Seattle; eh eh eh lo so iniziate a farvi già un’idea. Che la curiosità sia il pane per i vostri denti perché la puntina del giradischi si sta per posare. Crunch…BANG! Che il silenzio assordante rimbombi nella vostra testa, nelle vostre viscere e nelle profondità della terra intera; Jeremy ha parlato in classe oggi.

Siamo nell’agosto del 1992, mentre nel “bel paese” tuona e riecheggia l’operazione mani pulite, oltre oceano viene messo in onda il nuovo singolo dei Pearl Jam; il terzo dell’iconico album Ten. 

Quest’oggi cari lettori di L.A.C.K.S. voglio trattare molti aspetti peculiari ed umanistici di questa canzone e voglio iniziare dalla sua ispirazione e genesi. La canzone fu ispirata da un articolo di giornale che trattava di un sedicenne chiamato Jeremy Wade Delle che si sparò sotto gli occhi della sua classe la mattina dell'8 gennaio 1991. 


La delicatezza dell’argomento trattato, l’impatto visivo molto forte delle immagini del videoclip crearono molte discussioni al momento del lancio; come se non fosse bastata la montagna burocratica della censura che aveva già creato ritardi e due registrazioni completamente diverse tra loro. Alla fine il risultato fu decisamente forte ed efficace per la tempesta di sabbia scatenata dalla critica e dal popolo di disconoscenti per mera parvenza del disagio giovanile. Proprio quelli che esprimono parole di finto e bieco stupore come: “era un ragazzo così calmo”, coloro che ogni volta voltano le spalle alla legge del contrappasso della violenza e della depressione. 

Di qualsiasi fazione si facesse parte all’epoca, dai difensori del ragazzo che lo volevano allontanare dallo “scandalo” del suicidio ai suoi detrattori in una società degna del sogno americano l’unico rimedio è coprire tutto con una magnificente bandiera a stelle e strisce. Già! Proprio lo stesso vessillo che avvolge Jeremy denudato di ogni speranza, di ogni briciolo di felicità provata da bambino, volto attonito di una generazione vittima della patina della misoginia.

Vedder in questo brano incarna la voce della rabbia, della disperazione, della solitudine della rassegnazione. Il suo timbro caldo e profondo ti trascina in un vortice fino a farti sentire sulla pelle il significato di ogni strofa, ogni verso parola per parola. Alzi lo sguardo verso l’orizzonte e intravedi un’ombra con le braccia a "V" volte al cielo che chiedono alle entità divine la forza che non scorre più nel suo cuore. Un alone oscuro ti avvolge, l’ombra della solitudine, i tuoi compagni di classe che ti deridono e scherniscono ogni giorno; i tuoi genitori che ti nutrono con la loro indifferenza. Senti il ruggito del leone liberato dalla gabbia, quel re che dopo anni di verga vuole saziare la propria fame che troppo a lungo lo ha agognato. Senti infine risalire dai polmoni alla gola quelle infinite urla mute che esorcizzano ogni male, arriva un colpo al petto ritrovi tutto, hai il niente. 

Il crescendo strumentale che incalza ad ogni battito cardiaco dona una gran dose adrenalinica al brano in una climax di emozioni che d’improvviso si ferma e svanisce di colpo; proprio come fece quella pistola con Jeremy quella fredda mattina di gennaio. Molte persone solitamente descrivono l’adolescenza come il periodo più complesso, ma felice della propria vita, beh non sempre è così purtroppo; per tante persone quel periodo è l’idioma della tristezza e delle avversità. Non dobbiamo però farci travolgere dalle amplificazioni dei nostri mali, brani come questo vogliono mettere in luce proprio questo concetto. Perché se “la musica non è certo la soluzione, ma ti da un buon motivo per ballarci sopra!” noi dobbiamo esser sempre pronti a fare il primo passo per dare il via alla più bella danza che possa celebrarci finchè il sipario è su. Anche per oggi siamo arrivati alla fine di L.A.C.K.S. e voglio congedarmi con un inchino a tutti coloro che prendono in mano il proprio destino con l’intento di farne qualcosa di meraviglioso che irradi il mondo di una luce abbagliante che scacci ogni RE OSCURO dalle nostre esistenze. Sono le persone come loro che fanno si che danno la giusta voce con cui cantare al nostro Jeremy. Mi raccomando: “Stay tuned and fill your L.A.C.K.S.”


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