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School of Lez Rock By SilviettaRock : New Trolls, Concerto Grosso

Buongiorno Kids! Oggi per l'appello ci fermiamo alla lettera C e non faremo inoltre troppa strada perche' la lezione di oggi vuole essere un omaggio alla musica italiana e a quel genere innovativo definito Rock Progressivo che in Italia fece da ponte tra noi ed il resto d'Europa, prosciogliendoci da anni di canzonette sanremesi e musicarelli costruiti ad arte.




Il nostro sussidiario fa tappa in Liguria..Lettera C come CONCERTO GROSSO per i New Trolls !

No..no..Aspettate..cos'e' questo brusio in sottofondo?!? Vi ho abituati ad altro rock..lo so..pero' fidatevi, la vostra Teacher sa quel che fa..e con cognizione di causa, citando il celeberrimo motto garibaldino "qui si fa l'Italia o si muore", vi parlero' del gruppo che ha scardinato i rigidi canoni della musica italiana al grido di "qui si fa il rock o si muore" !


Prima di parlare di album e del suddetto gruppo nello specifico, penso sia doveroso quanto necessario fare un passo indietro e parlare brevemente del Progressive Rock ( ProgRock per gli amici ) e della sua genesi. 

Siamo nel 1969 e l'Inghilterra risponde all'esigenza di dare una nuova connotazione alla musica rock, aggiungendo quel tocco di spessore culturale e credibilita'. Cambiano le peculiarità musicali e mutano le caratteristiche dei pezzi stessi.  

Il Prog predilige brani lunghi e strutturati, con testi pomposi e sofisticati, e frequenti riferimenti alla mitologia,alla filosofia ed al fantasy. Ci si abbandona a strumentazioni classiche, e grande enfasi viene data alle tastiere, con l'uso spesso smodato di organo Hammond.

Il primo album che da' vita al Progressive in terra inglese e' senz'altro " In the court of the Crimson King " dei King Crimson, ai quali faranno poi eco Genesis, Emerson Lake & Palmer, Yes, Jethro Tull ( che porteranno atmosfere folk e partiture basate sul flauto ) e non ultimi i Deep Purple, apripista delle sonorita' piu' dure.


L'Italia, brancolante nel buio musicale, in quegli anni affida tormenti e sentimenti ad un genere ben piu' popolare e comprensibile, relegandoci allo stereotipo della lacrima facile e delle serenate sotto al balcone. E molto dobbiamo al grande talento musicale di giovani musicisti che dopo una gavetta professionale impegnativa, un background di studi classici ed anni di conservatorio, arrivano alla musica leggera con nuove orecchie e rivoluzionarie idee, dando vita finalmente al "nostro" rock progressivo all'inizio degli anni 70. Qualche nome? PFM, Orme, Banco del Mutuo Soccorso..ed appunto i nostri protagonisti di oggi..i New Trolls.


Il gruppo si forma nel 1967 a Genova, da un'idea del polistrumentista Vittorio De Scalzi ( chitarra e flauto ). Assieme a lui Gianni Belleno ( batteria ), Giorgio D'Adamo ( basso ) e Nico Di Palo ( chitarra e voce ).

Come nelle migliori tradizioni rock, la partenza e' fortuita quanto sorprendente. E ad aprile dello stesso anno i nostri si ritrovano ad esordire sul palco come gruppo di apertura alla prima tournée italiana dei Rolling Stones. Escono subito dopo 3 singoli di discreto successo ed una raccolta. Il momento d'oro ha pero' una prima significativa battuta d'arresto. Nel 1970 la band perde il tastierista Mauro Chiarugi che,terminato il servizio militare,non viene riammesso nella formazione ( ah quanto penare questa leva, sventura del nostro amato Tony Currenti citato nella scorsa lezione - astenersi emotivi dal leggere il triste episodio ) e decide di citare in giudizio gli ex-compagni, colpevoli di non averlo reintegrato. 

I New Trolls decidono quindi di assoldare ( perdonate il triste gioco di parole ) Maurizio Salvi ( organo e pianoforte ) e di virare trasportati dall'onda verso il nuovo rock che avanza.


Nel 1971 arriva l'incontro determinante con il compisitore Luis Enriquez Bacalov e l'idea di presentare un "concerto grosso" alla maniera della musica barocca italiana, affidando pero' le parti soluste a strumentazioni rock.  Il progetto e' ambizioso ma allettante, ed i New Trolls accettano di suonare e cantare assieme all'orchestra diretta dall'autore.

L'intera opera viene condotta da Bacalov che gia' aveva dato vita ad una prima versione utilizzata come colonna sonora del thriller " La vittima designata", interpretato da Tomas Milian ( dimenticate per un attimo l'immagine del trucido Commissario Nico Giraldi e figuratevelo nei panni di un ben piu' sobrio personaggio deciso a liberarsi della moglie ) e si ispira alle composizioni di Vivaldi piuttosto che a quelle di Bach, come succedeva nel progressive anglosassone.


Ma veniamo nello specifico alla composizione dell'opera. 

Il lato A dell'album presenta l'omonimo CONCERTO GROSSO PER I NEW TROLLS, suddiviso in 4 capitoli:

- il primo capitolo ALLEGRO e' interamente strumentale e si avvale di un ritmo abbastanza veloce ed una sorta di gioco musicale tra gli archi e gli innesti rock della band, che sembrano rincorrersi e farsi il verso.

- il secondo capitolo ADAGIO (SHADOWS) presenta un testo in lingua inglese originariamente cantato dallo stesso Milian e qui reinterpretato da Belleno e Di Palo. L'ultimo verso cita un frammento del celebre monologo dall' "Amleto" di Shakespeare ( " to die, to sleep,maybe to dream" ) riportato anche nella copertina del disco. Da ricordare, tra le versioni, l'italianissima "Morire..dormire..forse sognare" incisa dalla ragazza del Piper Patty Pravo.

L'Adagio ha ancora molti punti di contatto con il tema di Albinoni, ma costruisce un progetto musicale rivoluzionario.

- il terzo capitolo CADENZA - ANDANTE CON MOTO e' per la maggiorparte strumentale e l'unico passaggio cantato riprende la citazione shakespeariana. Un percorso tra le note che inizia con il violino e termina con il clavicembalo.

- l'ultimo capitolo SHADOWS ( PER JIMI HENDRIX ) e' forse il segmento piu' interessante, con un arrangiamento che rende omaggio proprio a Jimi, scomparso prematuramente l'anno prima, e che culmina in un lungo assolo di chitarra elettrica eseguito proprio nello stile di Hendrix da Nico Di Paolo, suo grandissimo ammiratore. Lo stesso Di Palo nel suo stile richiama i virtuosismi e gli eccessi del chitarrista di Seattle, e con liberta' espressiva improvvisa chitarre dietro la schiena o suonate con i denti. Menzione particolare va' anche al lavoro di De Scalzi che da' il suo contributo con una replica fedele del flauto del folletto  Ian Anderson dei Jethro Tull.


Il lato B dell'album rappresenta l'innovazione allo stato puro ed e' interamente occupato da 20 minuti continui di musica registrata live e senza orchestra. La registrazione, intitolata NELLA SALA VUOTA, si fregia di momenti musicali intensi, come l'improvvisazione all'organo Hammond di Maurizio Salvi ed un finale con assolo di batteria di Belleno della durata di ben 7 minuti, che, a quanto pare, rappresentava un must all'epoca ( ogni riferimento all'assolo del compianto John Bonham in "Moby Dick" non e' per nulla casuale ).

L'unico testo cantato presente in questa lunga traccia e' un minimo accenno al brano "Il sole nascera' " che i New Trolls avevano gia' pubblicato nel 1969.

Sostanzialmente una tale improvvisazione aveva lo scopo quasi celebrativo di riprodurre in studio la stessa energica sinergia che la band sapevs esprimere dal vivo ai concerti, utilizzando in abbondanza quasi eccessiva drammaticita' e falsetti alla Bee Gees.

Poco dopo la pubblicazione dell'album nel 1971, i New Trolls vengono chiamati per il progetto nazional popolare del Cantagiro, la rinomata gara canora a tappe che rappresentava una preziosa vetrina per cantanti e gruppi,e scelgono di partecipare portando una versione ridotta di questo stesso brano.

Esattamente il 5 Luglio 1971 l'improvvisazione passa dalla sala vuota alla folla ingestibile di una tappa memorabile, che merita di essere citata come una delle giornate musicalmente piu' intense e folli nel periodo storico di contestazione giovanile italiana..e che nella mia romantica visione del rock porta il titolo di "Quella volta che i New Trolls incantarono il Martello degli Dei" ❤


Immaginate di avere 20 anni nel 1971, di essere giovani pieni di ideali e voglia di liberta' che iniziate ad annusare tra le copertine di vinili inglesi ed americani..Pensatevi allegramente inca**ati col sistema che vi relega e vi vuole tutti fedeli estimatori di canzonette perbene dei buoni sentimenti..sfrontati come solo i ventenni idealisti sanno essere..Figuratevi di avere in testa il motto " musica gratis, si scavalca" e la teoria alquanto utopica secondo cui tutti hanno diritto a tutto e nessuno paga niente perche' la cultura deve essere gratuita..Avete appena saputo che la tappa di Milano si svolgera' al Velodromo Vigorelli, e che il pezzo forte della serata sono niente meno che i Led Zeppelin..si..lo ridico..i LED ZEPPELIN..Ecco..moltiplicatevi per millemila..ed il danno e' fatto!


L'idea di portare in Italia un gruppo di tale portata si rivela ben presto un'arma a doppio taglio. Le famiglie vogliono vedere i cantanti del Cantagiro, i giovani vogliono vedere i Led Zeppelin e premono in massa all'esterno del Velodromo. Gli organizzatori vengono, non solo metaforicamente, travolti dagli eventi..ed i nomi in gara si rifiutano di salire sul palco e darsi in pasto a quella folla che acclama a gran voce solo il Dirigibile.

Ed e' proprio qui che il patron del Cantagiro ha un'intuizione formidabile e si gioca tutto con la carta della conciliazione, buttando nella bolgia proprio i nostri New Trolls.  Perche' in fondo i giovani li apprezzano e ne percepiscono soprattutto l'innovazione. Loro e solo loro in quel preciso istante rappresentano il ponte ideale tra tradizione e novita', tra gli ortaggi lanciati ai Vianella e a Morandi, ed il Led Zeppelin.


I giovani si placano. Finalmente qualcuno sta parlando la loro stessa lingua. La band suona nell'attenzione generale..ed esattamente in questo istante accade una delle cose piu' magiche ed imprevedibili che solo il nostro amato rock sa ancora regalare..I sogni ad occhi aperti..Le fiabe sussurrate prima di chiudere gli occhi. 

I Led Zeppelin, quasi incantati dal canto di una sirena, escono a riveder le stelle e salgono sul palco. In silenzio si mettono ad ascoltare i New Trolls da vicino..Si siedono sugli amplificatori e stanno a guardare..Stupiti..forse perche' anche in Italia si fa il rock di qualita'..o forse semplicemente osservano come si fa con i pazzi..perche', nonostante tutto il casino,questi ragazzi semisconosciuti hanno avuto il coraggio di uscire ed affrontare quel pubblico.


Dopo quella notte assurda al Vigorelli di Milano, nulla fu come prima. 

L'album dei New Trolls vendette ben 800mila copie e getto' le basi per una grande carriera nel Prog italiano. 

Ed i Led Zeppelin, traumatizzati da fumogeni e cariche della polizia sulla marea umana ormai ingestibile, ahinoi..in Italia non tornarono piu'. 

E forse in sottofondo da qualche parte una vocina ancora sussurra: " Mi racconti la favola del batterista dei New Trolls e del Dio Dorato del Dirigibile che in una torrida sera di luglio per un attimo sovvertirono le regole ed invertirono le parti?" 

Perche' di fiabe cosi' ne abbiamo sempre bisogno..O perlomeno ne necessitiamo quando ci troviamo a vivere il nostro personale "concerto grosso".

Stay Rock, Stay Prog 🤘

Alla prossima,Kids!


La vostra Teacher

SilviettaRock 🖤





Commenti

  1. Mi sa che in quel periodo in Italia non si era pronti per quello stile

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