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Visualizzazione dei post da Luglio, 2019

Rock advice - The Last Sound Revelation - Hidden Voices

Cinque brani, uno più bello dell'altro, questo è Hidden Voices dei The Last Sound Revelation.


Il primo brano, The Odd, è il più lungo della serie, otto minuti in cui si snocciola rock n roll dal lento al veloce, dal romantico all'aggressivo con due chitarre che si completano una con l'altra. 
Centaurus parte con un riff potente che ti rimane appiccicato fino alla fine della canzone, come Doublebirth Lullaby che ti da una scarica di energia e ti immerge nel brano stesso.


Il capolavoro però secondo noi è Canonae , perché fonde tutto il più bel rock che possiamo aspettarci con una atmosfera particolare che non si trova facilmente in altri dischi. Un brano da ascoltare in silenzio, magari in auto da soli (che è sempre una figata diciamolo).
Insomma se "le ultime rivelazioni del suono" sono queste siamo lieti di averle scoperte e ascoltate.


Rock stories- Aeromemories

"Sono passati solo cinque anni, ma sembra una vita intera. Sono di nuovo insieme, anche se per ora solo a cena. C’è anche Joe Perry, che se n’era andato dagli Aerosmith nel 1979. Si mangia, si beve, si sogna. La reunion è alle porte. Come sempre accade in questi casi, si ascoltano un po’ di vecchi brani, per aiutare a ritrovare i vecchi stimoli, per ricordare quello che si è fatto insieme, per aprire le porte al futuro e alla magia.

Qualcuno mette su You See Me Crying, una straordinaria power ballad dall’album Toys In The Attic, che gli Aerosmith pubblicarono nel 1975.

Steven Tyler smette di mangiare. È esaltato. Si alza in piedi. Urla: “Cazzo! Ma sentite che roba?”.

Gli altri Aerosmith sorridono. Ognuno di loro pensa: “Sì, ne abbiamo fatte di cose da ricordare, di brani da tramandare”.

Steven Tyler è sempre più su di giri. A un certo punto chiede: “Dovremmo fare una cover di questo brano. Ma di chi è?”.

Gli Aerosmith si guardano sconvolti.

Il primo a parlare è Joe Perry: “Siamo noi, c…

Live selection- Foo Fighters -Live at Hyde Park 2006

Rock advice - Kurt RussHell - Whalerus

Se volete ascoltate un disco con sound forti e potenti e una voce growl che spacca Walherusdei Kurt RussHell è il disco giusto.

Se si parte con un pezzo come Civilization non si può che continuare su ritmi altissimi e la tonante Giantess ne è la dimostrazione, chitarra e batteria ci vanno giù pesante come se piovessero macigni sul sound del gruppo.


Il primo premio però, secondo noi, va alla  traccia da cui prende il nome l'album, Whalerus è tutto quello che un rocker vuole in una canzone, forza, potenza e un po' di lentezza a scandirne i ritmi. 
The Hollow e Ashes confermano ancora la presenza del cantato tirato al massimo dello sforzo, che forse in questi pezzi sarebbe stato meglio addolcire un po' di più. 
Per chiudere il disco il messaggio di speranza di Hope e del suo bel riff elettrico. 
Un disco che consigliamo a chi ama il cantato growl e a chi ama i suoni molto stoner, perché qui è tutto molto tonante e a noi nel complesso è piaciuto. 

Jethro Tull @ Genova

Siamo stati all'arena del mare a vedere i Jethro Tull di Ian Anderson, e abbiamo scoperto che il suo flauto è davvero magico.

Non si spiega altrimenti come possa un over settanta comportarsi come fosse un ventenne sul palco.

Ian, con la sua band, sul palco suona flauto, armonica, chitarra e ovviamente canta e lo fa ancora in modo egregio nonostante gli anni avanzino, non si fa mancare la sua tipica mossa di suonare su una gamba sola.


I Tull svolgono tutto il loro Best of in 2 ore e mezza, con pausa di una ventina di minuti in mezzo. 

Si vedono le migliorie di canzoni che hanno scritto la storia, modernizzate grazie all'uso di una splendida chitarra elettrica che su Aqualung, il pezzo forse più iconico dei Tull, si esibisce in una assolo degno dei migliori al mondo. 

Forse anche per questo Aqualung è la canzone che ci ha lasciato più a bocca aperta, sembrando fresca e hard rock come a non dimostrare la sua anzianità.



Gli altri brani sono stati in egual modo bellissimi, dall'inizi…

Muse a San Siro!

Seconda serata consecutiva a San Siro per i Muse. La band britannica viene preceduta delle esibizioni dei Mini Mansion e di Nic Cester, frontman dei Jet (non poteva mancare nella scaletta Are You Gona Be My Girl?) alle prese col suo progetto solista. In leggero ritardo , i Muse si presentano sulle note di Algorithm,  spuntando da pedane che ascendono da sotto il palco.
Precisiamo subito che la nostra posizione (terzo anello) non è stata ideale per godere appieno dello spettacolo offerto dal trio: da qui l’audio non era ottimale e la chitarra di Matthew Bellamy in molte occasioni spariva nel sound globale della band. Probabilmente dal prato la situazione era diversa. In ogni caso un concerto dei Muse si può definire uno spettacolo vero e proprio: tante coreografie e giochi di luce, mostri giganteschi che si aggirano sul palco e i tre musicisti che si muovono di continuo cambiando spesso la propria postazione.
Bellamy parla poco col pubblico, ma sa come coinvolgerlo: canta, suona chitarra e…

Rock advice - Gambardellas - Survive

Sotto consiglio dei nostri amici di Radio senza tempo (di cui trovate il link nella side bar) abbiamo scoperto un disco favoloso!

I Gambardellas con il loro Survive fanno vibrare le casse e le cuffiette dal primo all'ultimo brano dell'album. 

Stupenda la canzone di intro Won't Give Up che spara rock n roll puro e intenso, quasi da non sembrare un prodotto italiano.
Le tracce che si susseguono hanno tutte una chiave, essere accompagnate da una chitarra cattiva come non mai che si intrinseca benissimo con la batteria. 

Il brano che a noi è piaciuto di più? Beh non lo sappiamo! Perché tutto l'album merita che lo si ascolti dall'inizio alla fine. 
Grande prova di rock da parte della band nata da Mauro Gambardella, che dire le parole sono troppe e vi stiamo togliendo tempo per ascoltare questo lavoro eccezionale che vi lasciamo qui sotto con la playlist di Spotify.

Rock Stories - Non si scherza con il batterista

“Ma che ore sono? Le cinque del mattino? Ma chi cazzo è che telefona a quest’ora della notte?”
Ottobre del 1984, siamo ad Amsterdam. Charlie Watts, il batterista dei Rolling Stones è nella sua stanza d’albergo quando riceve una telefonata. Accende la luce, guarda l’ora e si stupisce.
Lui non è come gli altri Stones. Sempre fedele alla moglie Shirley, è l’unico a rifiutare le groupies, anche se Mick Jagger e Keith Richards continuano a ripetergli che è pazzo, che la vita è una sola e quella degli Stones è la migliore delle vite possibili. Persino quando sono stati invitati nella villa di Hugh Hefner, il boss di “Playboy”, durante il tour americano del 1972, Watts è stato l’unico a trascorrere tutto il tempo nella sala giochi invece che con le conigliette.
Insomma, non è normale che qualcuno lo chiami alle cinque del mattino, a meno che sia successo qualcosa di grave.
Così va a rispondere.
È Mick Jagger.
Lui e Keith Richards, ma questo Charlie Watts lo saprà soltanto in seguito, sono appena t…

Live selection- Nickelback Live, Sturgis 2007

Kiss live @Milano

C'è qualcosa di magico che si respira a un concerto dei Kiss e ieri sera ne abbiamo avuto la prova.
Tutto inizia all' improvviso, una voce ci dice che se siamo venuti qui per vedere il meglio, avremo il meglio e.... Detroit Rock City ci dimostra subito di che pasta sono fatti, nonostante gli anni i quattro mascheroni sul palco.
Gene Simmons nella sua tipica armatura continua a sfornare le sue scenette preferite, come il mangiafuoco o lo sputasangue, ma quando è chiamato in causa a cantare la sua voce appare ancora più cattiva di sempre, onorando la sua immagine di "The Demon" 

I successi ci sono stati proposti quasi tutti da Deuce,War Machine,Lick it Up a Psycho Circus e ognuno dei Kiss ha avuto il suo momento di gloria personale, il batterista "The Cat" Eric Singer è stato innalzato a 7 metri dal suolo durante un suo fantastico assolo chiamata-risposta col pubblico, il chitarrista Tommy Thayer ha esploso fuochi d'artificio direttamente dal manico della su…