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Rock stories - La torta di Richards


"Toronto, 1994. Mancano venti minuti all’inizio del concerto dei Rolling Stones ed è sparita la sheperd’s pie di Keith Richards. Il chitarrista delle Pietre è ghiottissimo di quella torta di carne e patate, ma qualcuno si è introdotto nel suo camerino e l’ha portata via. Ma chi può aver avuto un simile coraggio? Forse Mick, solo per fargli uno scherzo?

Comunque sia, Keith non la prende bene. Senza sheperd’s pie non salgo sul palco. Il manager degli Stones va alla ricerca della refurtiva, senza risultati. Il promoter suda copiosamente. È ora del concerto. Gli Stones sono attesi da una folla adorante e urlante.

Niente da fare. Se non viene fuori la sheperd’s pie, Keith non sale sul palco.

Alla fine, il magnanimo Keith accetta un compromesso: se mi portate un’altra sheperd’s pie faccio finta che non sia successo niente, ma dev’essere fatta come piace a me, con la carne di manzo e sopra un piano di mashed potatoes. Alla maniera di una volta, nessuna concessione.

Vengono contattati sei cuochi della zona."

Il più veloce arriva con la sheperd’s pie venti minuti dopo.

Il promoter ha perso cinque chili, gli altri Stones sono con gli occhi sbarrati, il manager cerca di mediare. In fondo, il manager dei Rolling Stones è pagato per quello: mediare.

Keith si avvicina alla sheperd’s pie, ne prende un cucchiaino, quindi assaggia una porzione insignificante, poi dice: “È buona”, prende la chitarra e sale sul palco.

Gli altri Stones, immobili come Pietre.


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